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MOSTRA “Civiltà materiale e vita quotidiana del sampietrino”


MOSTRA “San Piero Patti: un tuffo nel passato. Storie di vita quotidiana” agosto 2011


Banchetto Libera - Manifestazione “Attivarci” del Circolo ARCI Peppino Impastato

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Civiltà materiale e vita quotidiana del sampietrino. Un filo teso al passato tesse la tela dei ricordi e delle emozioni di una società rurale oramai al crepuscolo.

San Piero Patti, 1-15 agosto 2011

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L’Associazione Gruppo Nuovi Orizzonti, con il patrocinio del Comune di San Piero Patti, organizza nei locali di Via Cavour n°16, la mostra dal titolo “Civiltà materiale e vita quotidiana del sampietrino. Un filo teso al passato tesse la tela dei ricordi e delle emozioni di una società rurale oramai al crepuscolo.” L’intento della mostra è quello di ricreare gli ambienti tipici di una casa rurale dei nostri nonni e bisnonni che spesso ci hanno descritto attraverso ricordi, immagini o emozioni.

Riprendendo un’espressione cara utilizzata da un importante storico francesce, Fernand Braudel, “civiltà materiale” si riferisce a quel mondo agrestre che costituisce la base della piramide sociale “posta sotto il segno della routine: si semina il grano come lo si è sempre seminato, si pianta il mais come lo si è sempre piantato, si spiana il suolo della risaia come lo si è sempre fatto, si naviga il Mar Rosso come lo si è sempre navigato”.

Un viaggio nel tempo per vedere come vivevano i sampietrini agli inizi del 900 ricreando gli ambienti di una casa di campagna in particolare la cucina, l’ambiente più “vissuto” e la camera da letto. Attraverso gli oggetti e gli attrezzi da lavoro tipici della vita di campagna possiamo entrare in contatto con un mondo a noi quasi lontano caratterizzato da un modo diverso di rapportarsi alla realtà tramite una codificazione dei saperi incentrata sull’esperienza diretta del quotidiano.. La forza dei concetti tramandatici, attraverso le espressione dialettali tipiche, sta nella concretezza dell’esperienza e nell’uso essenziale e sapiente della parola, strumento potente dell’astrazione.

In una società come la nostra in cui la parola sembra aver perso la sua funzione logica diventando uno strumento di evasione e fuga dalla realtà, esprimendo in tal modo un disagio interiore che si traduce molto spesso nell’utilizzo di artifici retorici come l’allusione e l’allegoria.

Questo mondo contadino ci ricorda e ci insegna come la semplicità e la conoscenza diretta del reale possono essere rappresentate con poche parole ricche di significato e senso che rimandano direttamente alla concretezza delle cose e non si elevano all’astrazione dell’uomo contemporaneo.